Essere materialisti rende depressi

Data: 22-04-2012

La domanda è sempre la solita: i soldi fanno la felicità? E la risposta non sempre è la solita, tanto che, alla fine, non si è mai capito per davvero. Ma se i soldi sono la felicità di qualcuno e la rovina per qualcun altro, secondo uno studio l’essere focalizzato sul materialismo è invece un fattore di depressione, asocialità ed egoismo.

Avere dunque in testa i beni materiali, il possedere sempre di più, lo scalare le classi sociali ha un impatto sulla salute mentale e, secondo gli scienziati, anche sulla salute dell’ambiente.
In sostanza, il consumismo è deleterio: deleterio per l’uomo e per la natura – che, oggi, hanno tramutato utilizzando un eufemismo più “consono”, ossia “ambiente”.
«Abbiamo scoperto che, a prescindere della personalità, in situazioni che attivano una mentalità da consumatori, le persone mostrano lo stesso tipo di modelli problematici di benessere, tra emozioni negative e di disimpegno sociale», sottolinea infatti il dottor Galen V. Bodenhausen, psicologo della Northwestern University e coautore dello studio.

Bodenhausen, insieme ai collegi della NU dottoressa Monika A. Bauer, James E. B. Wilkie, e Jung K. Kim, hanno condotto uno studio suddiviso in quattro esperimenti che ha visto il coinvolgimento di un gruppo di studenti universitari e i cui risultati sono stati pubblicati su Psychological Science, la rivista dell’Association for Psychological Science.
Nei primi due test, i partecipanti sono stati introdotti a una visione materialistica della vita, condizionando la mente per mezzo di un connubio di immagini e parole che inneggiavano al consumismo. Nella fattispecie, una parte degli studenti aveva modo di vedere immagini “appetibili” che ritraevano beni di lusso, beni materiali in genere e frasi che incoraggiavano al consumismo. Tra queste vi erano immagini di automobili, gioielli, prodotti di elettronica come cellulari, tablet, televisori e via discorrendo. Un’altra parte di studenti invece ha visionato immagini neutre, senza prodotti di questo genere o frasi che invitavano al consumo.

Dopo i test, i partecipanti sono stati invitati a compilare un questionario in cui dovevano descrivere come si sentivano, quali erano le loro emozioni e sentimenti.
I ricercatori hanno così scoperto che coloro che erano stati esposti alle immagini di beni materiali, e alle frasi che ritraevano come desiderabili tutti questi oggetti, si sentissero più depressi, ansiosi e meno interessati alla socialità e le attività sociali che non gli altri partecipanti che non avevano visto le immagini di tutto quel ben di dio.
Allo stesso tempo si è notato un accrescimento dei sentimenti di competitività e isolamento, associato a un proporzionale calo di interesse nei confronti di interessi sociali e attività che richiedano la personale partecipazione a cause comuni o “buone cause”.

Quello che poi ha più impressionato i ricercatori è il risultato dei due esperimenti successivi che ha mostrato come le persone identificate come “comsumatori” a seguito dell’influenza della mentalità consumistica fossero più asociali e diffidenti degli altri. In particolare, si è notato che di fronte a un test basato su una situazione di crisi – come la condivisione di un pozzo contenente poca acqua che si sarebbe dovuta condividere tra quattro persone (due “consumatori” e due “no”). Qui le persone influenzate dal materialismo si sono mostrate meno inclini alla condivisione, alla fiducia negli altri, meno responsabili e collaborativi nei confronti della situazione di crisi.
Gli scienziati hanno concluso che l’essere “consumistici” divide anziché unire.

«I risultati hanno implicazioni sia sociali e personali. E' diventato un luogo comune utilizzare il termine consumatore per le persone come generico nelle notizie e discussioni di tasse, politica, o assistenza sanitaria», ha spiegato Bodenhausen. In realtà vi è una «sottile differenza che attiva diversi problemi psicologici – aggiunge Bodenhausen – Possiamo anche assumere iniziative personali per ridurre la depressione, isolando gli effetti di una mentalità materialista, evitando i suoi più ovvi stimolanti come la pubblicità. Un metodo: guardare meno la Tv».
[lm&sdp]

http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/lifestyle/articolo/lstp/449695/

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