Pratica si, ma con cervello
Studi hanno dimostrato che, se si tratta di imparare un movimento preciso, è molto più efficace eseguirlo più volte insieme ad altri movimenti simili, che ripeterlo pedissequamente fino alla nausea. Un nuovo studio su Nature Neuroscience ha messo in evidenza i meccanismi neurali che sottendono questo fenomeno.
Carolee Winstein, dell’Università della Southern California, e colleghi hanno diviso 59 soggetti in sei gruppi. A tre veniva chiesto di far pratica con un movimento del braccio piuttosto impegnativo, agli altri tre di eseguire il movimento insieme ad altri compiti collegati. Come previsto i secondi tre gruppi ottenevano punteggi più alti di apprendimento dopo un certo lasso di tempo .
L’imaging dell’attività cerebrale ha mostrato che nei primi tre gruppi l’area più attivata era la corteccia motoria primaria, una zona del cervello legata ai compiti motori. Negli altri gruppi invece prevaleva la corteccia prefrontale un’aera associata con capacità di pensiero e di pianificazione di alto livello.
A provocare un miglior apprendimento è dunque la maggior profondità di analisi dello stimolo. Nel caso della ripetizione dello stesso compito all’infinito, non facciamo che un lavoro cognitivo superficiale, mentre nell’altro caso ci troviamo di fronte a un continuo problem solving motorio.
Winstein e colleghi, e questo è la vera innovazione dell’esperimento, hanno anche inibito in alcuni soggetti l’attività elettrica cerebrale (proprio nei circuiti individuati) con una tecnica innocua chiamata stimolazione magnetica. In base alle osservazioni gli scienziati hanno stabilito che l’attivazione delle corteccia prefrontale è necessaria perché avvenga la consolidazione in memoria.
Secondo Winstein questo studio mette in evidenza “il collegamento fra le neuroscienze del sistema motorio con le osservazioni comportamentali sul sistema motorio per comprendere meglio i circuiti che mediano l’apprendimento motorio ottimale. Nessuno lo ha mai fatto prima.”
http://ulisse.sissa.it/scienza7/notizia/2010/lug/Uesp100721n001/
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CORSO WHYMAP
Dal 07-02-2012 al 08-02-2012STRUMENTI PER LA FIDUCIA IN SE STESSI: LA RISOLUZIONE DI PROBLEMI CON LA WHYMAP
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martedì 7 febbraio 2012 dalle 18 alle 22
mercoledì 8 febbraio 2011 dalle 18 alle 22
Un corso innovativo che presenta un approccio logico e creativo da utilizzare per risolvere sia problematiche interpersonali che professionali. Lo strumento utilizzato è la WHYMAP, nuovo diagramma operativo che porta ad affrontare in maniera intuitiva e razionale problemi. Un corso di facile comprensione e applicazione che, accompagnato da un manuale e da un sito di riferimento permette l’uso immediato e quotidiano di un raffinato, ma semplice, sistema risolutivo.
DURATA
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CONTENUTI
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Le 7 fasi del processo di risoluzione
L’utilizzo del sistema WHYMAP
L’ambiente circostante e le caratteristiche principali del pensiero quotidiano
Gli stili relazionali identificati nel diagramma
I 5 quadranti del diagramma
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La valutazione delle soluzioni proposte.
NOTE
Il sistema “WHYMAP” è stato concesso in utilizzo da Luciano Rizzo che ne è l’ideatore. Ai partecipanti saranno consegnati un ATTESTATO di frequenza. E\' disponibile anche il manuale.
Investimento: 80,00 euro + IVA
iscrizioni e prenotazioni entro venerdì 3 febbraio 2011 ore 16.00
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dott. Fabrizio Gherlani
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